Scorrano

Scorrano 2016-11-19T10:55:02+00:00

SCORRANO

I frati giunsero a Scorrano su richiesta dell’Università che nel 1600 fece costruire il convento, incaricando il più bravo architetto esistente a quei tempi nella provincia, il maestro Evangelio Profilo da Copertino. Egli si attenne alle misure e alla forma dettate dalle prime Costituzioni cappuccine del 1536, ma non tanto scrupolosamente se san Lorenzo da Brindisi, durante la sua visita nel 1604, si adirò, giudicandolo eccessivamente lussuoso. I cappuccini si trovavano probabilmente già a Scorrano prima del 1600 ed abitavano nel “romitorio”, una costruzione molto semplice che fu la prima dimora dei frati addetti ai lavori di costruzione del convento e della chiesa, intitolata a S. Maria degli Angeli o della Porziuncola. Il convento, scampato alle leggi della prima soppressione ottocentesca degli ordini religiosi, nel 1840 fu destinato a sede di noviziato, come già nel sec. XVIII. La soppressione del 1861 lo travolse inesorabilmente, anche se in realtà non fu mai abbandonato dai frati, che rimasero come cappellani della chiesa, rimasta aperta al culto. Nel 1867, in occasione di un’epidemia di colera, il Comune, che non era riuscito ad acquistarlo per decorrenza dei termini, ottenne la cessione temporanea dell’ex convento per adibirlo a lazzaretto; due anni dopo il Demanio ne decise la vendita all’incanto, ma solo nel 1881 fu acquistato da padre Benedetto da San Cesario. Nel 1886 vi si celebrò il primo capitolo della ricostituita Provincia d’Otranto; dal 1908 al 1919 il convento ospitò il seminario serafico e dal 1927 fino al 1960, in periodi discontinui, lo studio di teologia e quello di filosofia.
Tra i numerosi dipinti che decorano le pareti, si citano: la pala d’altare raffigurante il Perdono d’Assisi, Tobia e l’angelo, la Maddalena eseguiti da fra Angelo da Copertino nella prima metà del Seicento, il Servo di Dio fra Lorenzo da Brindisi, risalente alla seconda metà del sec. XVII e di autore ignoto, la Trinità con Cristo morto, la Vergine e la Maddalena realizzata da don Giuseppe Andrea Manfredi (1659-1751), recentemente restaurato; il Beato Fedele da Sigmaringa, della seconda metà del sec. XVIII e di autore ignoto e Gesù cade sotto la croce eseguito nel XVIII secolo da G. Catalano. Nel convento si conserva una pregevole biblioteca in legno intagliato risalente al sec. XVIII. Il giardino conventuale, adiacente alla chiesa, conserva ancora l’antico romitorio con gli affreschi settecenteschi della Crocifissione e della Madonna.

Contatti:
Convento
Via S. Francesco, 62
73020 Scorrano (LE)
Tel. 0836/465062
Fax. 0836/460102

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